o victoria o muerte

o victoria o muerte

mercoledì 22 dicembre 2010

non violenza e ironia,la strada giusta!

oggi in tutta itala cortei di studenti,specialmente a roma, hanno girato pacificamente per le loro citta senza cercare scontri con le forze armate.a roma i cortei hanno sfilato in periferia per evitare la cosi detta "zona rossa"" indetta in tutto il centro della capitale.,nei giorni successivi molti studenti hanno consegnato fiori ai poliziotti molto ironicmente. oggii per sfottò hanno toTALMENT EVIATO I CELLERINI CHE LI ASPETTAVANO CON IL COLTELLO TRA I DENTI.inotre il nostro capo della repubblica,napolitano, ha invitato dei rappresentanti dilici e universita per parlare  con loro e chiedergli queli erano i loro interessi visto che alla fine quello che deciderà le sorti del DDL sara lui che dovra firmarla o no in caso decida che si tratti di una riforma anticostituzionale che è visto quello anche dice l'articolo n°9.

sabato 18 dicembre 2010

ART.9 DELLA NOSTRA AMATA COSTITUZIONE

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
mi sento di dire ce la nostra sacra cosituzione in questo  caso è stata un po violata!

venerdì 17 dicembre 2010

PUNTO ROSSO (poesia comunista)

L'ombra che ho frugato ormai non mi appartiene Non scrivo perché altri libri mi imprigionino bensì per semplici abitanti che chiedono acqua e luna, scuole, pane e vino, chitarre e arnesi.Scrivo per il popolo per quanto non possa leggere la mia poesia con i suoi occhi rurali.Verrà il momento in cui una riga, giungerà alle sue orecchie e allora il contadino alzerà gli occhi l'operaio si pulirà la fronte, il pescatore vedrà meglio il bagliore di un pesce che palpitando gli brucerà le mani,il meccanico, pulito, appena lavato, pieno del profumo del sapone guarderà le poesie e queste gli diranno forse: "E' stato un compagno":questa è la corona che voglio.Voglio che all'uscita di fabbriche e miniere stia la mia poesia attaccata alla terra,all'aria, alla vittoria dell'uomo maltrattato.Voglio che un giovane trovi nella scorza che io forgiai con lentezza e con metalli come una cassa,aprendola, faccia a faccia, la vita,e affondandovi l'l'anima tocchi le raffiche che fecero la mia gioia...

Paese di merda grazie al suo governo!

Si è piu volte detto che l'italia va a puttane insieme a berlusca in effetti è cosi e insieme a lui tutto lapparato governativo che con le sue riforme del cazzo sta mandano appunto  puttane il nostro bellissimo paese.
Essendo uno studente liceale che si interessa di politica ed andando a molte manifestazioni credo di aver capito piu o meno la situazione e insieme a voi vorrei analizzarla.
Questo governo vuole solo arricchirsi utilizzando ogni metodo possibile,corruzione,mafia ecc. la gente ignorante che li vota s accontenta di promesse come riparare la stradina di casa propria, farsi costruire la palestra comunale e tante promesse che durante le campagne elettorali i condidati di desttra ci si riempono la bocca,e successivamente all'elezione non mantengono fregandosene di manifestazioni,reclami,lettere.
Uno dei principali obbiettivi di questo governo è senza dubbio la riforma dell'universita e della scuola pubblica che puntano al taglio di numerosi professori e al taglio dei fondi per la scuola che gia sono a dei livelli bassissimi,pensate che per un alunno all'anno vengono spesi circa 2 euro,una cifra ridicola!I continui cortei da parte degli studenti vengo accantonati dai politici che li catalogano come stupide manifestazioni inutili nelle quali vengono sempre utilizzati gli stessi slogan,il piu grande problema è che i cari politici non capiscono che se continuano a ignorarci noi continueremo.la carissima maria stella Gelmini continua a fregarsene prende i soldi,fa appelli a noi studenti su youtube sottolineando la sua incapacità di parlare faccia a faccia con gli studenti,insulta i politici dell'opposizione dicendogli ingnoranti e analfbeti quando lei stessa si è andata a laureare a reggio calabria dove grazie alla corruzione è piu falice passare.Vorrei qunque che maria stella sia piu aperta verso noi studenti.

M. Roccuzzo

giovedì 16 dicembre 2010

BLACK BLOCK BRUTTA STORIA!

essendo uno che si informa vede i giornali e i telegiornali ed essendo stato alla manifestazione del 14 penso di ler fare una riflessione su questi gruppi violenti!
A quano ho capito si tratta di gente di destra di destra e sinitra contro il governo attuale che pero a un modo molto particolare di esprimere la loro contrarietà alle idea di questo schifo di governo!a mio parere quello che hanno fatto è sbagliatissimo perche ,come dice saviano nell'articolo che ho precedentemente pubblicato, queste manifestazioni di violenza rafforzano solo il questo governo!

max roccuzzo

LETTERA DI SAVIANO AGLI STUDENTI!

CHI HA LANCIATO un sasso alla manifestazione di Roma lo ha lanciato contro i movimenti di donne e uomini che erano in piazza, chi ha assaltato un bancomat lo ha fatto contro coloro che stavano manifestando per dimostrare che vogliono un nuovo paese, una nuova classe politica, nuove idee.

Ogni gesto violento è stato un voto di fiducia in più dato al governo Berlusconi. I caschi, le mazze, i veicoli bruciati, le sciarpe a coprire i visi: tutto questo non appartiene a chi sta cercando in ogni modo di mostrare un'altra Italia.

I passamontagna, i sampietrini, le vetrine che vanno in frantumi, sono le solite, vecchie reazioni insopportabili che nulla hanno a che fare con la molteplicità dei movimenti che sfilavano a Roma e in tutta Italia martedì. Poliziotti che si accaniscono in manipolo, sfogando su chi è inciampato rabbia, frustrazione e paura: è una scena che non deve più accadere. Poliziotti isolati sbattuti a terra e pestati da manipoli di violenti: è una scena che non deve più accadere. Se tutto si riduce alla solita guerra in strada, questo governo ha vinto ancora una volta. Ridurre tutto a scontro vuol dire permettere che la complessità di quelle manifestazioni e così le idee, le scelte, i progetti che ci sono dietro vengano raccontate ancora una volta con manganelli, fiamme, pietre e lacrimogeni. Bisognerà organizzarsi, e non permettere mai più che poche centinaia di idioti egemonizzino un corteo di migliaia e migliaia di persone. Pregiudicandolo, rovinandolo.

Scrivo questa lettera ai ragazzi, molti sono miei coetanei, che stanno occupando le università, che stanno manifestando nelle strade d'Italia. Alle persone che hanno in questi giorni fatto cortei pieni di vita, pacifici, democratici, pieni di vita. Mi si dirà: e la rabbia dove la metti? La rabbia di tutti i giorni dei precari, la rabbia di chi non arriva a fine mese e aspetta da vent'anni che qualcosa nella propria vita cambi, la rabbia di chi non vede un futuro. Beh quella rabbia, quella vera, è una caldaia piena che ti fa andare avanti, che ti tiene desto, che non ti fa fare stupidaggini ma ti spinge a fare cose serie, scelte importanti. Quei cinquanta o cento imbecilli che si sono tirati indietro altrettanti ingenui sfogando su un camioncino o con una sassaiola la loro rabbia, disperdono questa carica. La riducono a un calcio, al gioco per alcuni divertente di poter distruggere la città coperti da una sciarpa che li rende irriconoscibili e piagnucolando quando vengono fermati, implorando di chiamare a casa la madre e chiedendo subito scusa.

Così inizia la nuova strategia della tensione, che è sempre la stessa: com'è possibile non riconoscerla? Com'è possibile non riconoscerne le premesse, sempre uguali? Quegli incappucciati sono i primi nemici da isolare. Il "blocco nero" o come diavolo vengono chiamati questi ultrà del caos è il pompiere del movimento. Calzano il passamontagna, si sentono tanto il Subcomandante Marcos, terrorizzano gli altri studenti, che in piazza Venezia urlavano di smetterla, di fermarsi, e trasformano in uno scontro tra manganelli quello che invece è uno scontro tra idee, forze sociali, progetti le cui scintille non devono incendiare macchine ma coscienze, molto più pericolose di una torre di fumo che un estintore spegne in qualche secondo.

Questo governo in difficoltà cercherà con ogni mezzo di delegittimare chi scende in strada, cercherà di terrorizzare gli adolescenti e le loro famiglie col messaggio chiaro: mandateli in piazza e vi torneranno pesti di sangue e violenti. Ma agli imbecilli col casco e le mazze tutto questo non importa. Finito il videogame a casa, continuano a giocarci per strada. Ma non è affatto difficile bruciare una camionetta che poliziotti, carabinieri e finanzieri lasciano come esca su cui far sfogare chi si mostra duro e violento in strada, e delatore debole in caserma dove dopo dieci minuti svela i nomi di tutti i suoi compari. Gli infiltrati ci sono sempre, da quando il primo operaio ha deciso di sfilare. E da sempre possono avere gioco solo se hanno seguito. E' su questo che vorrei dare l'allarme. Non deve mai più accadere.

Adesso parte la caccia alle streghe; ci sarà la volontà di mostrare che chi sfila è violento. Ci sarà la precisa strategia di evitare che ci si possa riunire ed esprimere liberamente delle opinioni. E tutto sarà peggiore per un po', per poi tornare a com'era, a come è sempre stato. L'idea di un'Italia diversa, invece, ci appartiene e ci unisce. C'era allegria nei ragazzi che avevano avuto l'idea dei Book Block, i libri come difesa, che vogliono dire crescita, presa di coscienza. Vogliono dire che le parole sono lì a difenderci, che tutto parte dai libri, dalla scuola, dall'istruzione. I ragazzi delle università, le nuove generazioni di precari, nulla hanno a che vedere con i codardi incappucciati che credono che sfasciare un bancomat sia affrontare il capitalismo. Anche dalle istituzioni di polizia in piazza bisogna pretendere che non accadano mai più tragedie come a Genova. Ogni spezzone di corteo caricato senza motivazione genera simpatia verso chi con casco e mazze è lì per sfondare vetrine. Bisogna fare in modo che in piazza ci siamo uomini fidati che abbiano autorità sui gruppetti di poliziotti, che spesso in queste situazioni fanno le loro battaglie personali, sfogano frustrazioni e rabbia repressa. Cercare in tutti i modi di non innescare il gioco terribile e per troppi divertente della guerriglia urbana, delle due fazioni contrapposte, del ne resterà in piedi uno solo.

Noi, e mi ci metto anche io fosse solo per età e per  -  Dio solo sa la voglia di poter tornare a manifestare un giorno contro tutto quello che sta accadendo  -  abbiamo i nostri corpi, le nostre parole, i colori, le bandiere. Nuove: non i vecchi slogan, non i soliti camion con i vecchi militanti che urlano vecchi slogan, vecchie canzoni, vecchie direttive che ancora chiamano "parole d'ordine". Questa era la storia sconfitta degli autonomi, una storia passata per fortuna. Non bisogna più cadere in trappola. Bisognerà organizzarsi, allontanare i violenti. Bisognerebbe smettere di indossare caschi. La testa serve per pensare, non per fare l'ariete. I book block mi sembrano una risposta meravigliosa a chi in tuta nera si dice anarchico senza sapere cos'è l'anarchismo neanche lontanamente. Non copritevi, lasciatelo fare agli altri: sfilate con la luce in faccia e la schiena dritta. Si nasconde chi ha vergogna di quello che sta facendo, chi non è in grado di vedere il proprio futuro e non difende il proprio diritto allo studio, alla ricerca, al lavoro. Ma chi manifesta non si vergogna e non si nasconde, anzi fa l'esatto contrario. E se le camionette bloccano la strada prima del Parlamento? Ci si ferma lì, perché le parole stanno arrivando in tutto il mondo, perché si manifesta per mostrare al Paese, a chi magari è a casa, ai balconi, dietro le persiane che ci sono diritti da difendere, che c'è chi li difende anche per loro, che c'è chi garantisce che tutto si svolgerà in maniera civile, pacifica e democratica perché è questa l'Italia che si vuole costruire, perché è per questo che si sta manifestando. Non certo lanciare un uovo sulla porta del Parlamento muta le cose.
Tutto questo è molto più che bruciare una camionetta. Accende luci, luci su tutte le ombre di questo paese. Questa è l'unica battaglia che non possiamo perdere.
©2010 /Agenzia Santachiara

perche ho aperto il blog

ho aperto questo blog tre giorni dopo il 14 dicembre 2010,segnatevi questa data perchè sara ricordata come il giorno piu neri della storia della repubblica italiana|.1° perchè gli scontri violentissimi tra black block e polizia non dovevavo succedere come ha detto anche saviano distruggono quello che gli studenti stavano cercando di conquistare in una manifestazione pacifica secondo perchè "purtroppo il governo di silvio berlusconi ha ottenuto la fiducia anche solo per 3 voti!
VOLEVO riflettere riflettere sul nome di questo blog,è ovviamente schierato "il compagna" vuol dire una cosa specifica :D
INVITO la gente a iscriversi per confrontarsi sulle varie opinioni che ognuno di noi ha sui fatti che trattano l'italia,il nostro paese,che per colpa di questo governo di mafiosi,corrotti,incivili,puttanieri ecc. ecc. sta apparendo a tutto il mondo come il paese dei magnoni,dei buffoni e dei truffaldoni a causa di berlusca che connle sue continue gaf ci sputtana in tutto il mondo!